Su desiderio di don Daniele stamattina ci siamo recati al seminario di Cochabamba.

Il rettore padre Sergio è di origine italiana. Padre Sergio ci ha aiutato ad entrare ancora un po' nella vita e nel pensiero del popolo boliviano. Con simpatia e spigliatezza ha saputo far sintesi di tante realtà incontrate.

Qui il seminario è completamente diverso rispetto a quello da noi conosciuto: essere saderdote in Bolivia vuol dire essere pastore di 30.000 fedeli e più in una realtà molto difficile.

Del seminario abbiamo visto la cucina, il comedor (sala da pranzo), i giardini con i conigli, gli uccellini e i pappagalli, l'orto e la piscina. Tutto questo viene curato dai seminaristi per fare in modo che possano abituarsi a servire e non a essere serviti.

Della struttura abbiamo potuto ammirare lo studio e la graziosa cappella nella quale abbiamo detto una preghiera per il popolo boliviano.

Padre Sergio ci ha spiegato come l'edificio non sia adibito solo a seminario, ma ospiti anche ragazzi universitari e gruppi di passaggio di diverse comunità. In questo modo i seminaristi imparano l'apertura verso l'altro e cosa significa stare in comunità.

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