Molte volte ci viene chiesto di raccontare il nostro viaggio in Bolivia. Ma non è così facile come sembra.

Si può parlare dei mille colori che si vedevano dovunque, dei profumi, della bellezza della foresta o delle Ande, del deserto di sale.
Ma non possiamo raccontare veramente le emozioni che abbiamo provato. Non si può raccontare il brivido che ti percorre la pelle quando alla casa dello Ninos vedi le foto dei bambini che sono volati in cielo troppo presto e leggi i lori nomi sui sassi fuori della chiesa; non si può raccontare la lacrima di gioia che ti scende quando suor Maddalena ti racconta che la mamma di una bimba dell’orfanotrofio è tornata a trovarla dopo una decina d’anni; e non puoi nemmeno raccontare come ti senti nello salutare le bimbe dello stesso orfanotrofio, sapendo che con loro hai trascorso dei pomeriggi intensi e ricchi di piccoli gesti, ma fatti con il cuore.

Ogni volta che un amico ti chiede di raccontargli il viaggio tiri fuori il cellulare per fargli vedere alcune foto; e riaffiorano i ricordi, le emozioni vissute. In ogni foto si racchiude una piccola parte del viaggio, un aneddoto, uno sguardo o una risata.

La Bolivia ci ha dato tutto questo e molto altro ancora.

Ci ha fatto capire come a volte si può dare tutto anche se non si possiede nulla; come accontentandosi di poco e si riceva molto.

Abbiamo sperimentato che fare il volontario non significa solamente andare là e svolgere delle attività manuali o pratiche. A volte fare il volontario significava semplicemente esserci, esserci con un sorriso o un abbraccio in tante situazioni dove questi piccoli gesti mancavano. E lo capivi subito che avevi fatto la cosa giusta, che avevi donato una parte di te stesso, ma in compenso poi ti accorgevi che ne avevi ricevuto molto di più.

Quando siamo partiti erano molte le sensazioni che provavamo. Non sapevamo cosa ci aspettava, ma quel 19 luglio siamo partiti; abbiamo lasciato alle nostre spalle tutti i dubbi, le ansie e i pensieri. Siamo saliti su quel volo e abbiamo attraversato l’infinito oceano. Un viaggio che ti cambia dentro, che ti lascia un segno che non dimentichi facilmente. 

La Bolivia è una terra magnifica, povera esteriormente, ma ricca dentro.
Le persone vivono in maniera semplice, ma assaporano ogni momento che gli viene donato. La bellezza della natura si rispecchia nella bellezza interiore delle persone, nella profondità di ciascuno sguardo che incontravi mentre camminavi.

Vogliamo dire il nostro sincero grazie a tutte le persone che ci hanno sostenuto in questa nostra avventura; un grazie in particolare al nostro Padre Daniele, punto di riferimento in ogni momento durante il viaggio, guida spirituale, ma soprattutto un amico con il quale abbiamo condiviso ogni momento di gioia.

E un grazie speciale va fatto alle suore Rosarie, sia a quelle qui di Codroipo, ma anche a quelle di Santa Fe e Cochabamba. Persone davvero speciali, umili, che con la loro semplicità e la loro simpatia hanno saputo essere per noi un sostegno nei momenti più difficili. Grazie perché ci avete fatto scoprire come ci si possa mettersi al servizio degli altri e dei più poveri senza dover avere sempre un tornaconto personale.
Non sappiamo se quando siamo partiti è stato un addio o un semplice arrivederci, ma siamo certi che porteremo quella terra sempre nel nostro cuore.

Mandi Bolivia!